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OBIETTIVO Il deficit uditivo nel bambino provoca, se non trattato precocemente con adeguate procedure protesico-riabilitative, il mancato sviluppo del linguaggio e quindi l'instaurarsi del sordomutismo. In Albania i bambini affetti da sordità vengono spesso individuati tardivamente e raccolti sotto l'età di 6 e 7 anni nell'Istituto per non udenti di Tirana, l'unico esistente nel Paese. Dal 2001 al 2007 il MAGIS ha avviato una serie di iniziative per il recupero dell'handicap uditivo nei bambini sordi albanesi: da un lato attraverso l'applicazione di protesi acustiche, dall'altro con la realizzazione di un laboratorio teatrale integrato dove per la prima volta ragazzi non udenti del collegio di Tirana hanno lavorato assieme ad un gruppo di alunni loro coetanei provenienti da altre scuole statali della città.Nel 2008 è partito un nuovo progetto MAGIS che punta dritto alla radice del problema: diagnosticare precocemente la sordità infantile attraverso lo screening auditivo neonatale presso le strutture sanitarie delle principali città albanesi a Tirana, Fier, Scutari e Durazzo. Si tratta in concreto di fornire interventi di risposta efficaci riguardo due categorie di bambini ipoacusici: quelli di età compresa fra i 3 ai 6 anni e i bambini di 6-8 anni, che annualmente entrano nell'Istituto per non udenti di Tirana per seguire il primo ciclo di 8 anni della scuola dell'obbligo. Tutti questi bambini saranno protesizzati e avviati ad un programma riabilitativo adeguato. Sia l'esame audiometrico che la successiva applicazione delle protesi verranno realizzate congiuntamente da personale medico e paramedico albanese e da audioprotesisti italiani. La supervisione sarà affidata ai Servizi di Audiologia e Foniatria delle Università di Padova, di Modena e Reggio Emilia, che opereranno di concerto con la Clinica ORL dell'Università di Tirana. Per i bambini più piccoli o comunque in grado di poter recuperare in maniera ottimale le capacità uditivo-verbali, sono previste lezioni riabilitative ad hoc, mentre per i ragazzi di una età relativamente avanzata, e quindi non più in condizioni di recuperare in modo soddisfacente il linguaggio verbale, ci si limiterà a potenziare l'addestramento per una comunicazione percettivo-verbale. In entrambi i casi l'attività di riabilitazione uditiva sarà svolta da personale albanese qualificato e opportunamente formato da logopediste italiane. Il progetto prevede anche la promozione di un'esperienza pilota di inserimento di 2-4 bambini audiolesi all'anno in classi "normali", nella speranza che le autorità albanesi decidano di intraprendere altre iniziative in questo campo. Si offrirà infine un sostegno in termini di formazione anche alle famiglie dei bambini, poiché è loro compito proseguire il recupero uditivo in ambito familiare. L'insegnamento di una buona comunicazione con i genitori è il primo passo per non far sentire solo un bimbo privo dell'udito.
DURATA 2008-2011
CON IL CONTRIBUTO DI Mae
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