|
OBIETTIVO Il dramma del Mozambico resta come per tutta l'Africa l'aids. Il virus dell'HIV colpisce soprattutto i giovani, il 20 per cento della popolazione nella fascia tra i 15 e i 49 anni é sieropositivo, e le donne, il 70 per cento delle persone infettate é di sesso femminile. Ma un'altra crisi rischia di mettere in ginocchio il Mozambico: la progressiva diminuzione da oltre trenta anni della produzione di acagiú, piú noto come anacardo. A rimetterci non sono solo le famiglie contadine ma anche i commercianti e le industrie che lavorano questo prodotto dall'elevato interesse economico per i molteplici usi, oltre a quello alimentare, che si fanno di ogni sua parte. Si capisce dunque come la mancata produzione dell'acagiú abbia ripercussioni sull'intera economia nazionale, basata prevalentemente sul settore agricolo. Solo negli ultimi anni le autoritá locali sono corse seriamente ai ripari con la creazione di un apposito organo governativo che sta incoraggiando l'aumento delle aree di coltivazione, il rinnovamento delle piantagioni e il loro miglioramento genetico nella prospettiva di rilanciare le industrie di trasformazione ed aumentare le esportazioni. Nel pieno rispetto delle direttive del Governo africano, il Magis ha promosso un progetto, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri, che punta ad aumentare la sicurezza alimentare delle famiglie contadine del Mozambico proprio attraverso la moltiplicazione e la diffusione degli alberi di acagiú. L'iniziativa interessa in particolare il distretto di Manhiça, nella provincia di Maputo, una zona dove la percentuale delle famiglie contadine che possiede alberi di anacardio puó arrivare fino all'80 per cento. L'idea é quella di favorire lo sviluppo del lavoro autonomo dei contadini opportunamente organizzati in cooperative per la razionalizzazione e l'incremento della produttivitá agricola e per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti. L'intervento interesserá circa quasi 2mila agricoltori, in maggioranza donne, che tradizionalmente si dedicano alla raccolta dell'anacardio, e coinvolgerá enti pubblici e privati che operano nel settore della coltura e della trasformazione di questo frutto. Il partner locale é infatti la Cooperativa 8 de Março, formata da 23 donne. La Cooperativa è stata fondata nel 1978, è riconosciuta dallo Stato mozambicano e fa parte dell'Uniao Geral das Cooperativas di Maputo. Le donne sono quindi le figure di spicco di questo progetto agricolo. Donne che beneficeranno di corsi di formazione di due tipi Da una parte il Magis vuole rafforzare una maggiore capacità di gestione della cooperativa grazie agli animali da trazione, dall'altra l'attenzione sarà concentrata nel fornire strumenti giuridici ed economici affinché queste donne siano tutelate anche, a esempio, intestando i terreni a loro nome. Altri corsi si riferiscono alla produzione vera e propria del caju e servono a illustrare l'importanza strategica di questo prodotto per l'economia rurale del Paese. I corsi, organizzati e tenuti dal Centro della Cooperativa 8 de Março, sono integrati da un tirocinio sul campo. L'acagiú L'acagiú é una pianta tropicale perenne, originaria dell'America latina, che produce un frutto composto da un peduncolo straordinariamente ingrossato e carnoso, a forma di pera, e da una castagna che sostituisce l'appendice inferiore del primo. La "pera", generalmente di colore rosso o giallo secondo la varietá, ha una polpa succosa dolce-acidula ricca di vitamina C ed é consumata come frutto o utilizzata come materia prima nell'industria delle marmellate, dei succhi di frutta e delle bevande alcoliche. Ma il vero frutto é la castagna, che ha un guscio cartilagineo, da cui si estrae un olio che viene utilizzato nell'industria delle vernici ma viene usato anche in medicina come antinfiammatorio ed emolliente. Dentro la castagna c'é una mandorla, alimento ricco di proteine vegetali, buonissima da mangiare.
DURATA Triennale (anni 2007-2009)
CON IL CONTRIBUTO DI Ministero Affari Esteri
|